martedì 31 luglio 2012
A proposito dell'articolo sui cellulari a scuola... link vari...
http://www.delicious.com/grazialisma/
https://cacoo.com/diagrams/ORlrFDSxN7bGs0wx
http://www.google.com/reader/view/?hl=it&tab=my#overview-page
mercoledì 11 luglio 2012
Tecniche glottodidattiche e reti possibili.
Quella
di una "realtà puntiforme"era una definizione di un geografo
contemporaneo (George?): lo spazio e il tempo si sono ridotti grazie ai mezzi
di comunicazione ormai alla portata di (quasi) tutti. Se uniamo i punti, in
effetti, vediamo una rete. È innegabile: siamo nella rete e di questa (o
queste) rete (reti), dobbiamo tener conto.
Intelligente,
in questo senso, si è rivelato (vedi articolo di cui si riporta sopra il link),
il progetto messo in atto da una scuola di Milano, già avvezza alla
sperimentazione e certamente attenta, ai processi e alle dinamiche che
interessano la nostra società, ragazzi compresi. È chiaro che non
interessa più a nessuno guardare il mondo a compartimenti stagni e lasciare
cristallizzata una discrepanza, tra quel che intorno si muove e procede, e le
forme della didattica, spesso ancorate a modelli tradizionali.
Nella
fattispecie, il progetto ha impegnato gli alunni di una classe di una scuola
media, durante tutto un anno accademico, in un percorso di apprendimento nel
quale sono stati utilizzati strumenti quali il blog e la radio web.
Rassicurando
chi, secondo un diffuso stereotipo, vede nell'utilizzazione di nuove tecnologie
e metodi, una riduzione in termini di qualità e quantità, dei contenuti di
apprendimento, diciamo subito che il curricolo di italiano è stato rispettato e
che, semmai, si è avvalso dell'ausilio dei nuovi strumenti.
Per
la descrizione del metodo adoperato, rinviamo direttamente all'articolo qui
citato.
In
questa sede, preme sottolineare, quanto tutto questo, abbia attivato una serie
di processi "virtuosi", che sembrano essere perfettamente in linea
con le direttive espresse dal Consiglio d'Europa in merito alla didattica e
all'apprendimento (QCER, Pefil). In particolare, mi riferisco
all'aspetto motivazionale: i ragazzi, oltre a fruire del blog e della
radio, hanno realizzato essi stessi dei testi e dei prodotti di altro tipo che
sono andati poi pubblicati. Riferiscono i responsabili del progetto:
Sicuramente il fatto di “essere
letti” è stato molto importante, soprattutto per alcuni studenti più timidi o
riservati. Il fatto di pubblicare il proprio contributo nel blog o la
possibilità di parlare in radio, di essere videoripresi ha motivato molti
studenti e li ha aiutati a prestare una maggiore attenzione e cura alla
realizzazione del testo, dell’intervista o del video. In qualche modo il
“consegnare” alla comunità dei lettori e degli ascoltatori la propria
produzione ha permesso ai ragazzi di attribuire valore a quanto da loro stessi
realizzato.
Altro
aspetto, altrettanto importante è la scelta della modalità del lavoro
di gruppo, che, più efficacemente di altre, permette il confronto, e la
"valutazione tra pari":
Il livello di partecipazione ma
anche di capacità autonoma di organizzarsi come gruppo di lavoro, il senso di
responsabilità nei confronti del gruppo, della strumentazione, degli spazi, è
sicuramente cresciuto nel corso del progetto.
E
ancora:
Infine, gli studenti imparano a
non valutare il proprio lavoro solo attraverso la correzione del docente, ma
anche grazie allo scambio con i compagni.
E
non meno rilevante, l'aver posto al centro del processo di
insegnamento/apprendimento, il discente:
Un ultimo risultato molto
importante riguarda il riconoscimento del ruolo attivo degli studenti che
diventano in questa didattica autori e attori del processo di apprendimento e
di costruzione della conoscenza insieme al docente.
Infine,
ci piace dire che questo approccio ha contribuito a spostare anche il
"tipico" punto di vista relativo al rapporto tra docente, discente
e contenuti della disciplina senza tralasciare l’autovalutazione,
quale momento utile ai fini dell’apprendimento stesso.
Alcuni ragazzi hanno espresso il
proprio piacere nel “farsi leggere” e nel poter essere letti in classe
dai compagni, superando in questo senso l’idea che la produzione orale e
scritta sia destinata esclusivamente all’insegnante e al voto.
L’esposizione orale, per
esempio, ha beneficiato del lavoro di registrazione svolto in classe e nel
laboratorio radio, in quanto ha permesso ai ragazzi di comprendere, attraverso
l’analisi degli errori commessi, l’importanza della preparazione di quanto si
vuole esporre, il valore della scelta dei vocaboli, l’attenzione all’efficacia
dell’esposizione stessa, il rispetto dei tempi, ecc.
Il
modello del progetto di cui s'è parlato è certamente applicabile ai nostri
contesti scolastici, di classi miste e non, e, in generale, in tutti i contesti
di insegnamento della lingua, nel nostro caso, di italiano L2. Tanto più
quando, come nel caso della scuola di Milano, a questo si aggiunge anche
un altro tipo di contenuti, quale quello interculturale.
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